Il territorio

Lasciatevi conquistare dai profumi, dai colori, dalla magia delle tradizioni e del benessere, dalla naturale cordialità e dal senso dell’accoglienza tipica degli abruzzesi.

Un viaggio in Abruzzo si colora ovunque di sensazioni forti alla scoperta delle infinite espressioni di una natura ogni volta emozionante.

L’Abruzzo stupisce per la varietà del paesaggio e la dolcezza del clima: è un’esperienza unica cullarsi sulle onde dell’Adriatico scorgendo sullo sfondo vette innevate. Ai centotrenta chilometri di costa si contrappongono, infatti, i due più alti massicci dell’Appennino (Gran Sasso e Majella), fra i quali si estende il più poderoso e complesso sistema di altipiani montani della penisola, che dell’Abruzzo fanno il Tibet d’Italia. Il ricchissimo patrimonio naturalistico è tenacemente tutelato, fatto di 4 Parchi Naturali e 46 aree protette, è un inebriante percorso animato da orsi, camosci, lupi, aquile reali, aria salubre e una calma al limite dell’irreale.

L’incanto dell’Abruzzo sta nel suo fascino rimasto intatto e conservato nel tempo, nel misurato equilibrio tra la natura che ancora domina il paesaggio e la presenza dell’uomo.

Ecco quindi una storia non scritta sui libri, ma raccontata dai piccoli borghi che punteggiano il territorio, dalla forza architettonica di chiese abbazie, basiliche, dai silenziosi luoghi di pellegrinaggio, dalle millenarie tradizioni contadine e pastorali, dalle molteplici espressioni dell’artigianato artistico. Ferro battuto e rame, ceramica e pietra bianca, tessuti, arazzi ed ori fanno bella mostra nelle botteghe dove si respira aria d’altri tempi e l’entusiasmo dei giovani.

Altrettanto stimolante è l’Abruzzo che ha saputo sposare lo svago con le risorse ambientali, dove è possibile affrontare pendii in sella ad una mountain bike o un cavallo, planare su sconfinate distese verdi alla guida di un deltaplano, discendere il corso dei fiumi in canoa, compiere avvincenti escursioni a piedi, scendere lunghe piste di sci e di fondo, rilassarsi su una delle tante spiagge attrezzatissime.

Un impatto sempre magico lo hanno i trabocchi, queste dita di legno che sembrano voler unire il litorale teatino all’orizzonte adriatico: originariamente sono macchine da pesca, cantate anche dal poeta Gabriele d’Annunzio, e attualmente sono un’occasione per mangiare pesce seduti ad un tavolo e allo stesso tempo sospesi sul mare.

Dulcis in fundo, l’Abruzzo vanta un’apprezzatissima tradizione culinaria abruzzese: molto variegata e legata alla sua conformazione geografica, il sapore dei prodotti tipici arricchisce il ricordo della vacanza e rimane impresso nella mente del turista.

Il concetto dell’accoglienza è legato a doppio nodo con il culto dell’abbondanza: ecco che il rito aquilano della Panarda propone nel tempo di un pasto un vero e proprio viaggio culinario attraverso tutta la regione. Ai commensali, tradizionalmente riuniti per celebrare una ricorrenza o un ritorno a casa, viene sottoposto un numero di portate che parte da un minimo di 60. Va da sé che il pasto dura un’intera giornata, con espliciti divieti di abbandonare il desco prima dell’ultimo dolce: in Abruzzo la convivialità è sacra.

Sono i semplici, genuini doni di terra e di mare a tenere banco, con olio extra vergine d’oliva DOP e vino DOC, DOCG e IGT a capitanare una vasta scelta di specialità: la tipica pasta, zuppe, formaggi e latticini, gli “arrosticini” fatti a mano, salumi, tartufi.

L’Abruzzo si distingue poi per la coltivazione di una delle spezie più preziose al mondo: lo zafferano, coltivato nell’aquilano sulla piana di Navelli, tra il Gran Sasso e il massiccio del Sirente, e di recente ha ottenuto la DOP. Un prodotto unico in Italia è l’aglio rosso, coltivato da secoli a Sulmona, la cui unicità deriva dal colore rosso, dalla ricchezza di olii essenziali e per il fatto che è l’unico ecotipo in Italia a produrre scapo fiorale.

I dolci tipici arrivano per ogni occasione abbinati a gustosi liquori prodotti con mezzi ed ingredienti di antiche ricette: il classico amaro abruzzese basato sull’infusione di erbe di montagna; la genziana, distillato con le radici dell’omonima pianta, un tempo raccolta ad alta quota sul monte Genzana ma non solo, ha un sapore delizioso e ottime proprietà digestive; la Centerba, l’Aurum, il nocino, la ratafià a base di amarene.

Ristoranti di ogni taglia, locande, osterie ed agriturismi mixano ingredienti poveri, ma nel contempo gustosi nelle più astruse combinazioni in grado di stuzzicare il palato come pochi piatti al mondo.


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