VERDURE ED ORTAGGI

L’Abruzzo si presenta come territorio vocato alla coltivazione delle verdure, persino nelle aree cittadine, dove è generalmente abbastanza facile ricavare un orto personale. Tra i prodotti della terra abbiamo bietole, insalata, verze, cicoria, rucola, broccoli, broccoli ricci (una varietà di rape nostrane presente nel Parco Nazionale della Majella), carciofi (antichissimo è quello di Cupello), cime di rapa, carote, pomodori, finocchi, radicchi, peperoni. La patata più comune è quella del Fucino; nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è attivo un progetto di recupero della patata turchesa; nel Parco Nazionale della Majella c’è la patata rossa di secca, adatta alle temperature delle zone montuose. Tra le verdure anche spontanee, facilmente reperibili nelle rispettive stagioni, abbiamo asparagi, spinaci (orapi), tuberi, erbe come tarassaco, “cascigni” o grespini, borragine.
Le erbe spontanee sono, naturalmente, legate alla stagionalità e alla semplicità della vita contadina, ma tuttora vengono riproposte nei ristoranti, a volte in frittata o con i legumi o in primi piatti, come nel caso dei cascigni, che sono erbe di campo, o gli orapi, che sono verdure di alta montagna.

carote

Carota IGP dell’Altopiano del Fucino

Nel 2005 l’Unione Europea ha concesso l’Indicazione Geografica Protetta per la “Carota dell’Altopiano del Fucino”, coltivata nei Comuni e relative frazioni di Avezzano, Celano, Cerchio, Aielli, Collarmele, Pescina, San Benedetto dei Marsi, Gioia nei Marsi, Lecce dei Marsi, Ortucchio, Trasacco e Luco dei Marsi. La Carota dell’Altopiano del Fucino ha una caratteristica forma cilindrica con

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funghi

Funghi

In Abruzzo non ci sono boschi senza funghi. Per poterli raccogliere occorre una regolare licenza, perché è indispensabile una formazione adeguata. Il chiodino, ad esempio, cresce in cespi molto numerosi su ceppi o tronchi di latifoglie o di vecchie conifere: è comune ed abbondante, ma è necessario non confonderlo con un paio di “parenti” dalla

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Patate di Avezzano

Patata a pasta gialla di Avezzano

È chiamata patata di Avezzano la patata coltivata nell’area interna dell’Aquilano che corrisponde al Fucino, dove annualmente le vengono destinati oltre 3mila ettari e dove la sua presenza è stata documentata nel 1789 (nelle “terre adiacenti al Fucino”) e sul Piano delle Cinque miglia, che era per lo più coltivato ad orzo. Ha una forma

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patate turchesa

Patata turchesa

La patata “Turchesa” è prodotta e venduta all’interno del Parco del Gran Sasso – Monti della Laga, grazie ad una rete di “agricoltori custodi”. Bitorzoluta all’aspetto, ha proprietà antiossidanti e deve il suo nome al colore violaceo della buccia. È in corso un’operazione di recupero grazie agli ultimi tuberi in possesso di pochi agricoltori sui

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Pomodoro a pera d’Abruzzo

Pomodoro a pera d’Abruzzo

Il pomodoro a pera è il più autoctono d’Abruzzo e dal luglio 2013 è ufficialmente inserito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nel registro nazionale delle varietà orticole con il nome di Saab-Cra (Sapore Antico Abruzzo). È stato oggetto di una ricerca realizzata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo in collaborazione con il Cra

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tartufi

Tartufi

Con la sua produzione di tartufi, l’Abruzzo rappresenta ben il 40% di quella nazionale. La percentuale di vocazione tartufigena dell’intero territorio è alta (quasi la metà, soprattutto nel Teramano), e si traduce soprattutto in termini di tartufo nero pregiato Tuber melanosporum (33%) e di tartufo bianco Tuber magnatum (15%); il rimanente della produzione, spesso ottenuto

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