LEGUMI

I legumi sono sempre stati funzionali al territorio abruzzese, sia come preziosa fonte proteica degli abitanti, sia per l’indotto economico a cui è collegato, perché nascono in terreni spesso non utilizzabili per altre colture. La coltura del fagiolo, per esempio, viene effettuata ancora oggi sia in terreni irrigui sia in asciutto, ad altitudini elevate. Lenticchie, ceci, piselli, fagioli, cicerchie, lupini e fave omezze fave sono i legumi che non sono mai mancati nelle dispense degli abruzzesi, sia freschi sia secchi: la maggior parte di loro si ritrova in unpiatto caratteristico del teramano chiamato Le Virtù, che è tipico del primo di maggio e che rappresenta l’incontro fra le scorte invernali e le primizie della primavera.
L’eterogeneità dei terreni abruzzesi permette di accogliere varietà di legumi con forme, colori, consistenze e sapori ben distinti, in base al luogo di appartenenza: i nomi dati sono spesso singolari, semplici, familiari. Un esempio è il fagiolo a Quaranta giorni, solitamente utilizzato per la pasta e fagioli, che è di medie/piccole dimensioni, schiacciato e di forma tendenzialmente ovale, di colore marrone chiaro con evidenti striature scure: si chiama così perché ha un ciclo precoce, di quaranta giorni, appunto. Ci sono anche il fagiolo a cannellino, il tondino, il borlotto, e anche quello a pisello, una riscoperta del Parco Nazionale della Majella, dalla forma tondeggiante e dal seme medio piccolo, di colore bianco, con sfumature verdine allo stato ceroso. Tra le lenticchie, le più famose sono quelle di Santo Stefano di Sessanio, Presidio Slow Food e Prodotto Tipico d’abruzzo; tra i ceci sono riconoscibili quelli , grazie alle piccole dimensioni.
Per i legumi la fase dell’ammollo, salvo qualche eccezione specificata, è necessaria perché determina la trasformazione di molte sostanze, come le proteine (che così diventano più digeribili) e come gli zuccheri (che sono i responsabili dei gonfiori collaterali che molte persone provano). L’uso di erbe che favoriscono la digestione, come l’alloro o il finocchio selvatico, può alleviare questi effetti.

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Fagiolo Tondino del Tavo

Il fagiolo tondino del Tavo è classificato come Prodotto Tradizionale d’Abruzzo ed è coltivato in tutta la vallata del Tavo, da Farindola a Cappelle: proprio a Cappelle sul Tavo il Tondino è celebrato con una sagra alla fine di agosto. Con un’associazione di tutela è valorizzato a Loreto, che ha un territorio molto vasto e

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Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio

Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio

Nei Comuni di Santo Stefano di Sessanio e in alcune aree dei Comuni limitrofi, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, vengono coltivate le lenticchie riconosciute presidio Slow Food e note come “lenticchie di Santo Stefano di Sessanio”. Sono piccole pochi millimetri di diametro, globose e di colore marrone-violaceo. Sono molto

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